La creatività e la passione di Stefano Labbia

“Se qualcosa può essere scritto o pensato, può essere filmato”.  Questa famosa citazione di Stanley Kubrick, uno dei più grandi cineasti della storia del cinema, ci ricorda come la creatività umana possa trasformare le idee in realtà attraverso l’arte della scrittura, del teatro e della cinematografia.

E in qualche modo il pensiero di Kubrick incarna lo spirito dell’ospite di oggi, che di certo l’immaginazione non gli manca; l’innovazione, la sperimentazione e il sapersi mettere in gioco sono il suo pane quotidiano.

Conosciamolo meglio

Stefano Labbia, nato a Roma nel 1984, è un autore, sceneggiatore, produttore e imprenditore italiano d’origine brasiliana, con una carriera ricca di esperienze in vari ambiti artistici. È fondatore della Black Robot Entertainment, una casa di produzione cinetelevisiva e management agency con base in Gran Bretagna; e della casa editrice, “Black Robot Publishing”, e di Trainer! App, sita sempre nel Regno Unito.  Inoltre è un prolifico autore di romanzi, libri di poesie, raccolte di racconti, graphic novel e sceneggiature per cinema.

Un artista poliedrico, capace di spaziare in più campi dosando creatività e capacità imprenditoriale tanto da aprire innanzi a lui strade differenti ma che confluiscono tutte verso la diffusione artistica e culturale.

A Oltre scrittura ho il piacere di ospitare Stefano Labbia, già noto nelle mie pagine per le sue svariate opere letterarie.

Innanzitutto, la ringrazio di essere qui. Ricorda il primo film, o commedia teatrale, che ha accesso in lei la passione per la sceneggiatura?

Grazie per questa fantastica opportunità! Il teatro è sempre stata una grande mia passione purtroppo durante il periodo dell’adolescenza non ho avuto la fortuna di poterlo frequentare da spettatore. Cosa che è cambiata quando ho iniziato a collaborare nel 2016 con alcuni Portali web che mi garantivano in cambio di una recensione La presenza a numerosi spettacoli italiani prestigiosi e innovativi. È stata quella la molla che mi ha spinto a mettermi in gioco a studiare i meccanismi del teatro e a dare vita alle mie storie che in qualche modo hanno trovato quel volano Giusto per essere espresse. Per quanto riguarda il cinema beh io sono sempre stato un cinefilo sin da piccolo. E anche questo che ha alimentato la mia creatività e quella “abilità” mi dicono riesca a trasmettere nei miei scritti. Quella ovvero di riuscire a descrivere visivamente la scena che ho in mente. Chi è stato ragazzo negli anni 80 e negli anni 90 ha vissuto il cinema in maniera diversa: non ci ha solo aperto la mente costringendoci in qualche modo a far i conti con follia e realtà, caos e colori, colpi di scena e dialoghi brillanti. Ci ha donato quello spirito di osservazione che ha poi forgiato direttamente sul campo i registi e gli sceneggiatori più promettenti. È un approccio particolare che più di una volta mi è stato fatto notare dagli addetti ai lavori con cui sono entrato in contatto e che hanno apprezzato il mio saper “dipingere le storie”. Che per certi versi è distante dal classico modo di interpretare una sceneggiatura e invece devi essere molto snella poco descrittiva e a volte impersonale. Io amo la settima arte. La amo. E la rispetto. E mi abbevero ogni volta dalla sua sapiente fonte. Alcuni mi chiedono quale sia stato il mio percorso per arrivare ad essere uno sceneggiatore: studio, impegno, voglia di sfidare se stesso. Ho letto tutte le sceneggiature dei premi Oscar. Tutte. Ho imparato sul campo guardando più volte quei film: senza audio, solo con l’audio E poi con audio e video. Ho saputo fare mie le inquadrature, le atmosfere, i suoni. Le necessità dei personaggi, lo schema del viaggio dell’eroe. E ho cercato sempre di metterle in pratica a mio modo. Rispetto e innovazione queste sono le due parole che descrivono la mia scrittura.

“Quando si scrive un romanzo, uno scrittore dovrebbe creare persone vive; persone, non personaggi. Un personaggio è una caricatura”. Così la pensava Ernest Hemingway. Una sua considerazione.

Come posso non concordare? Ricordo che tempo fa lessi un’intervista di un noto scrittore che asseriva che ogni personaggio, ogni situazione presente in una storia è in qualche modo relazionabile allo scrittore che l’ha ideata o a chi lo circonda. Perché è naturale in qualche modo scrivere di se stessi anche in minima parte. Si scrive sempre di ciò che si conosce, di ciò che si è provato. E di quello che magari si prova e non si riesce a dire a voce. Io personalmente cerco di bilanciare la cosa e di abbracciare la creatività che mi circonda. Forse anche per via dei generi che frequento più spesso come il fantasy, ad esempio, mi viene difficile inserire situazioni di vita reale…

Chi più di tutti, durante il suo percorso di studi, ha ispirato il suo cammino artistico e professionale? Qual è stato il più grande insegnamento ricevuto?

Questa è una bellissima domanda! Non ho avuto grande fortuna da questo punto di vista. Nonostante i miei buoni voti la mia tenacia e la mia passione per la scrittura e per il disegno spesso non ho riscontrato giustizia. Intendiamoci sono dinamiche che sono sempre esistite nel mondo accademico ma io vivendole ne ho sofferto. Perché sapevo quello che potevo dare e guardandomi attorno vedevo frequenti ingiustizie. Mi domando ora se quegli insegnanti che hanno accompagnato il mio percorso di crescita in qualche modo forgiando la mia “vita scolastica” e di “autore” lo facessero per stimolarmi o semplicemente se non fossero in grado di riconoscere la mia visione. In ogni caso devo dire che questo mi è stato di stimolo. E che durante il ciclo delle scuole superiori anche se per un solo anno ho avuto la fortuna di dividere il percorso con un grande della letteratura italiana moderna, che fu mio professore di lettere. Sicuramente quell’incontro mi ha fatto scattare una scintilla che anni dopo si è tramutata nel fuoco sacro della quinta arte. Diciamo che il mio percorso è stato in salita e che ci ho messo veramente tanto per piantare la mia bandierina ma ne è valsa la pena. Ora come ora non ho rimpianti personalmente. Certo è che avere più supporto da parte delle persone che mi circondavano avrebbe “accelerato quel processo”.

Se potesse viaggiare nel tempo e conoscere un grande sceneggiatore del passato, da chi andrebbe e soprattutto cosa gli chiederebbe?

Altra bellissima domanda! Devo dire che mi piacerebbe tantissimo conoscere Steven Spielberg. Sarebbe veramente un sogno per me riuscire a conoscerlo e a parlare di tutti i suoi successi cinematografici – sì sono un vero appassionato della sua arte a 360°. Regista, produttore, sceneggiatore… Ha plasmato la storia del cinema con la sua creatività. Lo scambio sarebbe veramente almeno per me molto interessante.

La sua produzione letteraria e davvero vasta, tra le sue opere mi soffermo sulla raccolta di racconti: “La falsità d’esser vivo” pubblicato con Amazon (2024).  Il titolo è foriero di varie interpretazioni. La vita può essere solo una mera illusione creata ad hoc da un essere superiore? Siamo realmente vivi o solo effimere comparse di un grande spettacolo universale? Una sua considerazione.

Prima di rispondere alle varie domande presentano necessarie alcune premesse. La scelta del titolo nasce da una riflessione profonda sulla condizione umana e sul modo in cui viviamo le nostre esistenze. ‘La falsità d’esser vivo’ non è un’accusa, ma una constatazione: spesso ci troviamo intrappolati in ruoli, convenzioni sociali e aspettative che ci portano a vivere in modo automatico, quasi meccanico, indossando maschere per adattarci a un mondo che ci chiede di essere sempre qualcosa di definito e accettabile. Ma cosa significa davvero ‘essere vivi’? È sufficiente respirare, lavorare, esistere? Oppure la vera vita inizia solo quando riusciamo a liberarci da queste costruzioni e abbracciamo la nostra autenticità, con tutte le nostre fragilità, dubbi e imperfezioni? Ecco, attraverso questa raccolta, ho voluto esplorare questa dicotomia tra ciò che mostriamo e ciò che siamo realmente, senza moralismi, ma con lo sguardo attento di chi cerca di comprendere l’animo umano. La satira sociale diventa uno strumento per mettere in luce queste dinamiche, offrendo al lettore spunti di riflessione sulla propria esistenza e su ciò che consideriamo ‘vero’ e ‘falso’ nel nostro modo di vivere. Credo che dopo questo preambolo io abbia risposto in maniera esaustiva alle sue domande, in realtà…

Oltre alla narrativa, ama la poetica e lo rivela nelle sue tante produzioni letterarie. La sua sesta raccolte pubblicata nel 2022 è “Poesie Maledette”. Questa sua opera mi fa pensare a Paul Verlaine, il “poeta maledetto” francese. La sua poetica era caratterizzata da una profonda ribellione, una ricerca incessante di assoluto al di fuori delle convenzioni sociali, e un’esplorazione di temi come la decadenza, la morte e la bellezza del male. Le sue poesie maledette hanno anche loro una sorta di ribellione?

Io nasco poeta e per alcuni sarei dovuto restare chiuso in quella nicchia, senza acquisire gli altri linguaggi letterari… La poesia è qualcosa di immediato, puro, e l’essenza della vita stessa. Personalmente scrivo ogni poesia di getto ed è per questo forse che mi dicono che creano delle emozioni uniche con cui poi si è chiamati a confrontarsi. Sia che le si senta proprie sia che le si senta distanti. Perché quei sentimenti quelle emozioni vibrano nell’aria e nelle nostre anime e sono universali: chi di noi non è mai stato lasciato e ha sofferto per amore? Chi di noi non si è mai sentito tradito, da solo? Chi non ha mai avuto paura del futuro? Incertezze quotidiane che siamo chiamati ad affrontare spesso senza gli strumenti necessari a farlo. Perché la vita la impari giorno dopo giorno, vivendola. Ma una poesia, una rima, un titolo può cambiarti dentro, può farti riflettere. Alcuni definiscono le mie liriche di fuoco, al vetriolo. Dicono che sono dei piccoli schiaffi all’anima. Tempo fa un artista mi disse: “le tue poesie sono quadri. Mi piacerebbe tanto dipingerli e fare una mostra con essi.”. E questo credo sia uno dei complimenti più belli che abbia mai ricevuto. La poesia è vita, è sole e luna e pioggia. È un mare in tempesta e l’afa estiva. Una boccata d’aria pura dopo una ventata di smog. La poesia non morirà mai proprio per questo; perché sarebbe in declino dell’umanità.

Tra le sue più recenti opere troviamo: “Mutande di senso compiuto” pubblicato con Amazon.  Una raccolta di racconti che esplora le pieghe più oscure e complesse dell’animo umano, affrontando temi di solitudine, insoddisfazione e della ricerca di significato in un mondo sempre più disorientato.  Di questa sua opera scrivono: “una prosa che sferza e consola, scudiscia e corrobora, costringendo il lettore a confrontarsi con le proprie incertezze e i propri conflitti interiori”.  Quanto è importante, soprattutto oggi, trovare il tempo per riflettere sul vero senso della vita? Qual è per lei il vero senso della vita?

La satira sociale è il genere che più mi stuzzica perché è libero, ma al contrario della satira che spesso sbeffeggia il potente di turno la satira sociale ha una funzionalità ben specifica: quella di utilizzare l’umorismo, spesso provocatorio o irriverente, come uno specchio catartico per riflettere le diosincrasie umane, le ipocrisie e le incoerenze del nostro io quotidiano, permettendo al lettore di elaborare la propria frustrazione, ma è il riconoscersi in quei controsensi, in quelle piccole manie e in quegli slanci di umanità che forgiano la sua persona e permettono di sviluppare un pensiero critico, distaccato, che può innescare un cambiamento di prospettiva a livello individuale e collettivo, se accolto. Il senso della vita credo che sia la vita stessa. Non dobbiamo comportarci bene nella speranza di un giudizio universale placido. Dobbiamo farlo perché è questo che significa essere umani. Rispetto, supporto, amore. Sono questi i sentimenti che contano. I famosi ideali che sembrano esserci scivolati tra le pieghe delle dita come sabbia nel deserto.

Nel 2019 ha fondato la casa editrice, “Black Robot Publishing”, specializzata in romanzi, fantasy e graphic novel, con sede nel Regno Unito e prodotta in italiano e inglese. E le chiedo: sono più i lettori Britannici ad amare il Fantasy o quelli Italiani?

Abbiamo in primis effettuato uno studio di mercato ed è emerso che erano i generi letterari più amati dal pubblico inglese ma anche dal pubblico italiano e, visto che eravamo un azienda bilingue nelle pubblicazioni. La nostra innovazione è stata nell’approccio editoriale: noi utilizzavamo il metodo blind reading. Non sapevamo mai a chi apparteneva il dattiloscritto durante la fase di valutazione. Leggevamo l’opera integrale e meritocraticamente decidevamo se pubblicarla o meno. È stata una bellissima esperienza che personalmente da founder e Director, mi ha fatto crescere professionalmente e anche umanamente. Il team era composto quasi esclusivamente da giovani laureande e laureate provenienti da ogni parte del mondo e questa è stata veramente la marcia in più di questa azienda. Ognuno aveva un compito un ruolo ben definito che portava avanti con passione energia e professionalità. È stata davvero una bella avventura.

Tra le grandi scrittrici di Fantasy non posso fare a meno di citare J. K. Rowling nota a tutti come l’ideatrice della fortunatissima saga di Harry Potter; se fosse stato lei lo sceneggiatore di questa saga, l’avrebbe realizzata allo stesso modo?

Credo di essere uno dei pochi a non aver mai letto nemmeno una riga di quei capolavori. Semplicemente non c’è stato mai occasione – magari l’avrò in futuro! Non sono riuscito nemmeno a visionare i film quindi conosco la storia a grandi linee, perché amici fidanzate e conoscenti ne parlavano, però mi sfuggono molte dinamiche e particolari per dare una risposta accurate. Sicuramente il suo successo è arrivato grazie ad una saga innovativa che ha  meritato la fan base internazionale e il prestigio giunto.

 Sempre in Gran Bretagna ha fondato la Black Robot Entertainment, una casa di produzione cinetelevisiva. Come nasce questa realtà? Quali sono i progetti ad oggi in corso di realizzazione?

Purtroppo è stata una bellissima esperienza che è durata relativamente poco in quanto il covid ci ha spiazzato… Sì era una casa di produzione fine televisiva diversa dalle altre per concept noi eravamo anche una audiovisual management agency ovvero acquisivamo progetti altrui che gestivamo al fine di cederli a network e studios, così come curavamo in alternativa la parte di produzione. Non ci siamo dati limiti dal punto di vista produttivo: spaziavamo per target di riferimento, generi e soprattutto per tipologia di prodotto. Mediometraggio, lungometraggio, serialità per noi contavano le storie, il modo in cui venivano scritte e girate. E infine condivise. Spero presto di iniziare una nuova avventura in tal senso: mi manca troppo quel bellissimo mondo.

 Se dovesse definirsi con una sola parola quale sarebbe e perché?

Onestamente preferisco che siano gli altri a definirmi qualora ne sentano la necessità… Io sono un cantastorie, un creativo a cui piace raccontare quello che vede immaginando ciò che non vede.

Cosa si aspetta da questo nuovo anno?

Nuove sfide, nuovi traguardi raggiunti, e poi come tutti un po’ più di serenità. Grazie per avermi concesso questa fantastica occasione!

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Articoli

Gli artisti e gli autori che ho intervistato, dicono di me

FRANCESCA GHEZZANI, GIORNALISTA

Prepararsi prima di un’intervista studiando i minimi dettagli e saper scavare nelle persone senza essere invadente è un’arte non di tutti. Monica Pasero ha dimostrato di possederla. Grazie davvero per il tempo che mi ha dedicato.

EMANUELE MARTINUZZI, SCRITTORE, POETA FILOSOFO.

Ogni volta collaborare con Oltrescrittura e Monica Pasero è una grande emozione e opportunità di condivisione, comprensione e conoscenza, per quanto riguarda la propria opera letteraria, perché con competenza e gentilezza l’analisi e le domande della curatrice permettono di approfondire e valutare il proprio lavoro interiore da parte del lettore ma anche dell’autore stesso.

Giosuè Forleo, scrittore e poeta.

Ho conosciuto Monica Pasero per caso e mi è piaciuta fin da subito; infatti l’ho scelta per recensire alcune poesie del mio ultimo libro, “Piuma bianca”. Monica è una giornalista e critica letteraria sempre disponibile, che si distingue per la sua eccellenza, originalità letteraria e cura nella realizzazione grafica. Le sue interviste e recensioni sono sempre caratterizzate da una grande profondità e sensibilità, che le permettono di cogliere l’essenza delle opere e degli autori che tratta. Ha una grande capacità nell’instaurare un contatto empatico con gli autori, capacità davvero rara e che le permette di ottenere risposte profonde e sincere. La sua scrittura è elegante e raffinata, rendendo piacevole la lettura dei suoi articoli su svariati argomenti. È una professionista che unisce esperienza, competenza e sensibilità, rendendola una delle migliori nel suo campo. Se siete alla ricerca di una critica letteraria con un blog che vi offra una visione profonda e stimolante delle opere e degli autori, Monica Pasero è la scelta ideale per la sua originalità di scrittura.

FREDERIK MC. MARK, SCRITTORE

Sono molto contento di aver conosciuto Monica e di averle fatto recensire il mio romanzo Kora: La pietra di Artfis. Un fantasy ricco di storie e misteri. Leggendolo, Monica è riuscita a cogliere l’essenza della storia, il che dimostra quanto sia preparata e sensibile nel percepire le emozioni. Grazie di cuore Monica, alla prossima

LEONARDO MANETTI, POETA

Monica è una persona molto attenta e professionale nel suo lavoro. Inoltre è molto gentile e disponibile. È la persona giusta sulla quale potete fare affidamento. La consiglio vivamente.

SERGIO CAMELLINI, POETA

Questa brillante recensione arricchisce davvero, poche volte ho trovato letterati capaci di entrare nell’animo con tanta delicatezza. A Monica Pasero, porgo i sensi della mia più profonda stima.

DANIELE OSSOLA, SCRITTORE

Ho conosciuto Monica attraverso un Concorso Letterario a Torino cui avevo partecipato.

Si è instaurato un rapporto culturale basato su dolcezza, gentilezza e profondità di emozioni.

La professionalità con la quale ha condotto l’intervista, avendone già realizzate diverse nella mia carriera di autore, posso quindi affermare che è unica in quanto ha scavato nel mio intimo per far emergere i fatti salienti della mia attività non solo di scrittore.

Non posso che rinnovare i miei complimenti!!!   

EDOARDO DE ANGELIS, CANTAUTORE

Nel variegato mondo attuale della comunicazione troviamo una tale quantità di organi e operatori, piccoli e grandi, più o meno efficaci, più o meno credibili … un bosco, una foresta nella quale è difficile trovare il sentiero giusto. Per questo motivo è importante affidarsi alle esperienze positive già vissute da altri. A questo proposito mi sento di suggerire un blog che si occupa principalmente di scrittura, con grande professionalità, garbo, sensibilità. Lo dirige Monica Pasero, e si chiama con un bellissimo nome: OLTRESCRITTURA. E’ vero, Monica e il suo blog vanno oltre la scrittura, sanno offrire, nella comunicazione quel passo in più di profondità, attenzione, interesse, che fanno la differenza … OLTRESCRITTURA, appunto” – Edoardo De Angelis – Il Cantautore Necessario

EUGENIO PATTACINI, SCRITTORE

Quando ci si avvicina al mondo delle interviste in campo letterario ci sono tre aspetti fondamentali e, quasi mai, si incontrano controparti efficaci su tutti e tre. Si parla di competenza e conoscenza del settore utili a impostare domande efficaci e ben articolare utili a conoscere l’autore ma anche a capire, non tanto cosa dica l’opera, ma dove può accompagnare il lettore. Poi c’è il contatto empatico che io ho misurato sia nel suo raro modo di approcciare ma anche condividendo spazi in salotti letterari. Il terzo punto è la realizzazione grafica perchè anche le migliori frasi, se calate in una impostazione raffazzonata, perdono valore. Monica invece caratterizza ogni sua intervista con l’eleganza dell’impostazione. Personalmente per questo aspetto leggerei suoi articoli anche su argomenti che assolutamente non mi appartengono. È bello quando si trova una controparte che mostri alto livello in uno di questi aspetti. Raro su due. Monica, per fortuna di chi la incontra, eccelle in tutti e tre.

MARCO PETRUZZELLA, POETA

Ho conosciuto Monica Pasero un po’ per caso trovandomi nella confusione e dispersione mentale e pratica tipica dell’esordiente. Ho pubblicato da poco per cui sono a digiuno sulle dinamiche della “critica” e della diffusione promozionale delle opere ma soprattutto degli autori. Una cosa, però, credo di averla compresa bene: ciò che conta nel rapporto col gli editori, con le agenzie o con gli editor o realizzatori di recensioni o interviste come Monica, è il rispetto, la cura e l’attenzione che questi hanno nei confronti dei testi, degli autori e delle loro biografie. Ecco con Monica ho provato la gioia e la soddisfazione, oltre di trovarmi al cospetto di una grande professionalità, di avere come interlocutore una persona sinceramente appassionata alla letteratura e alle dinamiche pagina/autore. Auguro ad ogni autore, esordiente o meno, di incontrare Monica Pasero per sentirsi meno solo in questo mondo affascinante ma complicato.

CLAUDE MOSCHELLI, COACH

Monica Pasero è una persona straordinariamente preparate professionalmente e culturalmente

MONICA BECCO, SCRITTRICE

Grazie Monica. Come la scrittura, anche le interviste sono un dono che viene scambiato reciprocamente tra le parti. Con queste risposte mi sono aperta alle persone che non mi conoscono; e loro mi donano il tempo e l’attenzione necessari per entrare nel mio mondo. Grazie a tutte e a tutti. Grazie soprattutto a te, Monica, che con questa intervista, interessante e sensibile, mi hai permesso di fermarmi e regalarmi il tempo di guardarmi e scoprire nuove e inesplorate sfaccettature di me stessa. È stato un piacere e un privilegio

DANIELA MEROLA, GIORNALISTA, SCRITTRICE

La giornalista e promoter culturale Monica Pasero è una professionista eccellente e molto preparata. La sua serietà è meritevole di fiducia.

ELIO SABA ,SCRITTORE

Considero l’intervista che mi ha fatto la giornalista Monica Pasero di grande valore. Mi ha fatto domande per niente scontate, che mi hanno permesso di esternare alcuni aspetti del mio modo di pensare e metter a nudo una parte dei miei sentimenti. Intervista assolutamente notevole.

SILVIA DAL CIN, SCRITTRICE,

Professionista seria, competente e anche molto umana.

SILVIA S.G PALANDRI, EDITRICE

Il lavoro di Monica è così accurato, profondo e dettagliato che un’ AI non riuscirà mai ad eguagliarlo. Domande affatto banali, capaci di scavare in profondità con intelligenza e La tua intervista mi ha emozionata e per rispondere alle tue domande mi sono ritrovata a fare un lavoro su me stessa e un punto sul mio lavoro al femminile. Grazie.

SARA DE BARTOLO, SCRITTRICE, DOCENTE

Non è semplice né scontato ritrovare professionalità e talento in un unica persona.
Parlo della scrittrice Monica Pasero.
I suoi libri nonché le sue interviste sempre pulite, chiare e complete, mai fuorvianti o allusive.
Ogni volta che le sue parole descrivono l’arte di un autore/ autrice , ne esaltano il colore e di conseguenza il valore.
Grazie Monica per ciò che fai ma soprattutto per come lo fai.
Grazie davvero.

PAOLO SORRENTINO, SCRITTORE

Il nome di Monica Pasero mi è stato fatto per la prima volta dal mio editore, Davide Indalezio di Edizioni della Goccia. Mi sono documentato, ho letto le molte cose che ha scritto e mi ha subito convinto per i suoi modi garbati, per la profondità delle sue analisi, per la capacità di cogliere le diverse sfumature e i colori nascosti delle opere che descrive di volta in volta. Si capisce subito che fa il suo lavoro con grande passione e competenza, insomma. Le ho affidato, quindi, la lettura del mio La strategia del Diavolo e anche se lei stessa ha ammesso subito che il genere giallo/thriller non è fra i suoi preferiti, la sua recensione ha soddisfatto appieno tutte le mie aspettative, constatando una volta di più la sua abilità nell’intercettare i significati meno evidenti, più nascosti del libro e sintetizzarli in modo brillante ed efficace. Rapida, essenziale, profonda, con le sue interviste, poi, riesce a interfacciarsi in modo altrettanto efficace con la personalità dello scrittore, offrendo al lettore elementi aggiuntivi capaci di incuriosirlo e farlo avvicinare ulteriormente alla lettura dell’opera. Esperienza decisamente positiva.

ANTONIO SPAGNUOLO,POETA

Ottimo intervento, ricco di cultura elevata e di coinvolgimento. Il tuo Interessamento alle luminosità della scrittura è degno di lode. Grazie per avermi Invitato. Esperienza di notevole fattura!

FRANCESCA ROMANA ROTELLA, SCRITTRICE

Monica Pasero ha recensito due mie raccolte poetiche con grande sensibilità e professionalità. Ha compreso in maniera profonda i miei versi e ha saputo evidenziarne le caratteristiche fondanti, mettendone in luce gli aspetti più interessanti. La sua alta professionalità è una garanzia di accuratezza e grande sensibilità.

ODILIA LIUZZI, ARTISTA

Vorrei dedicare un sentito ringraziamento a Monica Pasero per la splendida intervista che mi ha dedicato. È stata un’esperienza profondamente stimolante e arricchente, che mi ha permesso di raccontare il mio percorso artistico con sincerità e passione. Le sue domande, sempre pertinenti e ben calibrate, hanno toccato aspetti importanti del mio lavoro, spingendomi a riflettere ancora più a fondo sul significato e sulle emozioni che lo animano. Monica ha dimostrato grande professionalità, unita a una grande sensibilità. La sua capacità di creare un dialogo fluido e coinvolgente, ha reso questa intervista non solo un momento di condivisione, ma anche un’occasione preziosa per esprimere pensieri e riflessioni che spesso restano inespressi. Il suo approccio garbato e rispettoso ha reso tutto naturale, mettendomi completamente a mio agio. Raccontare il proprio percorso artistico non è sempre facile: dietro ogni opera si nasconde un mondo di emozioni, esperienze e scelte. Monica Pasero ha saputo cogliere e valorizzare il cuore del mio lavoro, trasformando l’intervista in un ritratto autentico del mio percorso artistico. Per questo, la ringrazio di cuore. È stata un’esperienza preziosa, resa speciale dalla sua bravura e gentilezza. Grazie ancora, Monica!

DARIO TONANI, SCRITTORE ( MONDADORI)

Ci sono persone sensibili annidate negli angoli della rete che parlano di scrittura con la mano sul cuore e il tocco delicato dell’intelligenza. Monica Pasero è una di queste; le sue domande per la mia intervista sono un bouquet di spunti originali, curiosità autentica e riflessioni profonde. Mi hanno colpito e spiazzato il giusto. Per questo le dico ancora grazie.

IL MAESTRO, ALESSANDRO PIERFEDERICI, SCRITTORE, DOCENTE

Ho conosciuto Monica attraverso i social: il suo modo di porsi, con schiettezza e sincerità, e descrivere con semplicità e accuratezza il suo lavoro mi ha subito convinto a contattarla. Ho potuto così conoscere una professionista di grande spessore che unisce una notevole esperienza ed una competenza acquisita sul campo a contatto diretto con opere e autori, ad una profonda sensibilità ed umanità, attraverso la quale coglie l’essenza delle opere recensite e gli aspetti più importanti della personalità dei suoi intervistati. Monica ha recensito i miei primi quattro libri ed ogni volta ho scoperto dietro le sue parole qualcosa che non immaginavo esistesse dietro i miei testi. Monica, infatti, sia nelle recensioni che nelle interviste, coglie l’anima stessa dell’autore, della sua personalità, del suo linguaggio, e sa mettere in rilievo tutto ciò che di bello, interessante, stimolante incontra, così che anche chi legge viene messo a contatto diretto con la cultura, l’umanità, la vita degli autori e delle opere. E non dimentichiamo la sua capacità di sintesi e la sua profondità nelle prefazioni: Monica ha scritto quella del mio quinto libro ed ha saputo in due pagine coglierne lo spirito e il messaggio, preparando la strada al lettore per vivere appieno il piacere della lettura e della comprensione.

GIORGIO INFANTINO, SCRITTORE

Grazie Monica per aver messo in evidenza gli aspetti salienti della mia produzione letteraria. La recensione di “Storie Sospese” coglie nel segno e l’intervista è stata condotta da te con grande professionalità.

ELEONORA COLORETTI, RESTAURATRICE

Brava! Sensibile precisa alle tematiche. Una professionista.

ANTONIO ZENADOCCHIO, ARTISTA

Monica è capace di identificarsi con l’intervistato e comprendere il suo modo di essere e il suo punto di vista. Questo rende l’intervista molto calzante e anche gratificante.

STEFANO ZAMPIERI, ARTISTA

Precisa, sensibile con una penna delicata ma profonda.

MASSIMO PEZZONI, POETA
Credo la piu bella e professionale intervista sia stata propio quella di Monica Pasero, la sua capacità di capire l’artista scavando nella sua sensibilità senza scalfirla ma facendone un ritratto completo e unico.

SERGIO SOZI, SCRITTORE, CRITICO LETTERARIO

Non accade molto spesso, in questi tempi, di poter colloquiare di letteratura con un giornalista che sia competente e rigoroso, ben documentato sugli aspetti biobibliografici dell’intervistato e perfino, direi, appassionato della materia in oggetto. Ebbene tutto questo ho potuto assodare nel corso della piacevole e stimolante conversazione che ho avuto con Monica Pasero sulla mia opera di scrittore

GIOVANNA FILECCIA, SCRITTRICE, EDITRICE

Una delle interviste più complete che ho rilasciato in questo periodo.

ALESSIO MIGLIETTA, POETA

Consiglierò il tuo lavoro senz’altro, e sono davvero entusiasta di questa intervista, credo la più bella ricevuta!

ANGELA CAVAZZUTI, SCRITTRICE

Un enorme GRAZIE alla bravissima Monica Pasero per la bellissima intervista sul mio universo da scrittrice.Con poche pennellate ha saputo dipingere un’immagine reale di me, come persona e come autrice.

MIRIAM DI NOTO, SCRITTRICE E DOCENTE

Ho avuto il piacere di rilasciare due interviste a Monica Passerò, riguardo al mio libro e alle mie esperienze di viaggio.Mi sono trovata davanti una professionista garbata e competente, capace di proporre domande profonde e ben calibrate.Ne è scaturito un dialogo piacevole e costruttivo, attraverso cui ho espresso pienamente il mio pensiero.

GIOVANNA DE VITA, SCRITTRICE

L’ Intervista ha saputo cogliere i tratti importanti del libro e la mia personalità. Le domande hanno messo in evidenza il lato umano e fragile del protagonista del racconto. Grazie


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