Necesse Est: Il Nuovo Episodio delle Inchieste del Commissario De Stefano

Salvo Bilardello torna in libreria con il terzo episodio della serie “Le inchieste del commissario De Stefano”, Necesse est. Finalista e Segnalazione Speciale del Premio Letterario Internazionale Victoria 3.0.

L’ospite di oggi, fin da bambino è stato sempre circondato dai libri grazie alla presenza del padre, filosofo e grande bibliofilo, che gli ha trasmesso l’amore per la lettura tantoché già in tenera età in lui ardeva forte il desiderio di poter un giorno scrivere e pubblicare. E si sa i sogni quelli voluti, ricercati, mai abbandonati, nonostante gli ostacoli della vita, si realizzano!  La passione per la lettura non l’ha mai abbandonato e, seppur le sue strade lavorative lo hanno portato in altre direzioni, la sua grande passione ha viaggiato con lui. Dopo aver vissuto per lavoro in Francia, Svizzera e Ucraina, nel 2020 ha pubblicato per LibroMania/De Agostini libri Il violino della salvezza, – Vincitore del premio “Fai viaggiare la tua storia”. Successivamente ha pubblicato Un’Abile regia, e nel 2021 La Cona cancherata, entrambi racconti gialli editi da LibroMania/De Agostini libri. Nel 2022 sempre per la De Agostini Libri Il suo romanzo Bora nera, è stato premiato “Libro dell’anno”. Torna oggi in libreria con il terzo episodio della serie” Le inchieste del commissario De Stefano”, Necesse est edito da Creativa edizioni.

“Maigret nacque dalla penna di Georges Simenon nel 1929, a Delfzijl nei Paesi Bassi, mentre lo scrittore era in viaggio per i canali navigabili francesi a bordo del cutter Ostrogoth, come sarà nato Il commissario De Stefano per Bilardello?”  Chiediamoglielo.

La ringrazio di essere qui, qual è stato il primo libro letto che ha suscitato in lei il desiderio di diventare scrittore?

Buongiorno e grazie. Premetto che se vivi in una famiglia in cui i libri sono la cosa più importante, dove ti ritrovi a vivere in una casa-biblioteca, in cui respiri l’odore unico dei libri, ecco che allora ne sei inevitabilmente influenzato. A casa dei miei, la cultura era il metro di valutazione di una persona. Non i denari, non i possedimenti patrimoniali, non lo stato sociale apparente, ma la cultura. Il cogito ergo sum di Cartesio era la moneta sonante e non, come avrebbe potuto postulare, il vide or ergo sum, cioè l’apparire. Pertanto, era inevitabile che io leggessi quello che era a portata di mano, Hugo, Madame De Stael, Dostoevskij, Manzoni, ma anche Sciascia, Levi, Simenon e tanti altri. Il libro che mi ha affascinato da bambino è stato I miserabili di Victor Hugo e che molto probabilmente, in nuce sicuramente, ha instillato in me la voglia di scrivere. Invidiavo la sua capacità di narrare, di raccontare storie che mi facevano sognare. Ecco, fu allora che nacque in me la voglia di scrivere, l’esigenza di liberare la mia fantasia “alata” e trasportarla su carta. Creare storie, raccontarle evocando con le parole suggestioni e immagini in cui il lettore si possa immedesimare e viverle. Ma, evidentemente non era il momento. Solo molto più tardi, quando ormai ero più libero da tanto altro, che divenne un bisogno perentorio.

Un ricordo di una lettura condivisa con suo padre?

 Onestamente non ricordo di una lettura “condivisa” nel senso di una lettura insieme a lui. Mio padre mi diceva sempre “Tu leggilo e alla fine ne discutiamo”. Voleva che fossi io a crearmi un’opinione, a sviscerare “il significato profondo e intrinseco del libro”. Solo dopo nasceva, quello sì, un approfondimento “condiviso”.  

Cosa l’ha indirizzata verso la carriera scientifica?  

La mia voglia innata di capire perché avvengono certi processi, cosa c’è nascosto dietro un evento, perché quando buttiamo lo zucchero in acqua si scioglie e così via. Più che laurearmi in chimica avrei voluto fare fisica, ma ho scelto chimica, va a capire perché. Ma forse questo mio desiderio era nel DNA, tant’è vero che mio figlio ha scelto fisica teorica. Quindi è proprio vero che trasmettiamo ai figli tutto ciò che abbiamo nel codice genetico.

George Simenon diceva: “Scrivere non è una professione, ma una vocazione di infelicità. Non credo che un artista possa mai essere felice. Mentre lavoro a un romanzo, non vedo nessuno, non parlo con nessuno, non rispondo al telefono – faccio la vita di un monaco. Per tutto il giorno io sono uno dei miei personaggi. Sento quello che sente lui”. È così anche per lei?

Condivido ogni parola. Scrivere è solo passione, una maledetta passione, perché ti entra dentro e non ne puoi più uscirne. È una dipendenza psicologica. Per me è catarsi, un allontanarmi dal mondo reale per potere fuggire da tutto ciò che ti opprime e ti logora. Ti prende così tanto che molto spesso anch’io penso come potrebbero pensare i miei personaggi. E forse, qualche volta, mi calo così tanto in loro che credo di esserlo.

Amante da sempre di gialli e thriller, è un grande appassionato di Simenon, Mankell, Dexter. Se potesse viaggiare nel tempo e conoscere uno di questi autori chi sarebbe e cosa gli chiederebbe?

Vorrei essere Simenon per una sorta di “sana invidia” nell’aver creato un personaggio immortale, Maigret, che, e ne sono convinto, susciterà la stessa empatia e lo stesso fascino anche tra cent’anni. Gli chiederei, qual è la ricetta? È quella di non scadere nella tentazione di farne un eroe? Credo che mi risponderebbe di sì.

Se le storie dei grandi giallisti del passato fossero pubblicate oggi, secondo lei, potrebbero riscontrare lo stesso successo di allora?

Credo di sì. Lo dimostra il fatto che i libri di Simenon, ma anche di Agatha Christie, Rex Stout e tanti altri, continuano ad avere un grosso seguito. Non solo per i personaggi mitici che hanno creato, ma anche perché descrivono un mondo ormai lontano anni luce dal nostro, un mondo in cui i delitti hanno sempre gli stessi moventi ma narrati in modo meno efferati di oggi, con meno morbosità, a differenza degli scrittori di oggi che per attrarre più lettori scadono nell’orripilante. E infatti, questo oggi è il male del mondo moderno e tecnologico, una pornografia del macabro.

I suoi romanzi si ambientano a Trieste, terra a lei molto cara, in cui oggi vive. Un segreto della sua amata città, un angolo per lei speciale.

Non ci sono nato né studiato né lavorato, eppure la amo in maniera viscerale, tanto da considerarla la mia seconda città, dopo Marsala, la mia città natia. Una città in cui passo parte dell’anno. Una città che ho sentita subito mia, affascinato dalla sua aria plurietnica e la sua anima mitteleuropea, dalla sua storia dalle tante vite. Una città che mi ha preso per la sua cultura, per gli intellettuali stranieri che di Trieste ne hanno fatto la loro città come Joyce, Rilke, Stuparich, Stendhal e altri; o per gli intellettuali triestini come Saba, Svevo, Slataper, Magris e tanti altri. Una città che mi ha preso per i suoi molti Caffè dall’aria retrò, fucine di cultura e di storia, per i suoi monumenti e immobili dallo stile Liberty. Per capire meglio l’anima di Trieste, molto complessa e variegata, bisogna, a mio avviso, leggere il Canzoniere di Umberto Saba dove il poeta triestino descrive l’amalgama di fattori che tratteggiano Trieste e i triestini. Cultura che non è stata ed è solo letteraria. È anche musicale e teatrale, penso a Lelio Luttazzi e al teatro Verdi. È anche scienza, penso alla Fisica e alla Sissa (dove mio figlio si è laureato in Fisica Teorica e ha fatto il dottorato di Ricerca). Una città che si identifica con il suo vento, madame la Bora, amata e odiata, persino cantata da vari poeti triestini e non, come fosse un personaggio in carne e ossa. Umberto Saba scriveva “Io amo la Bora scura che ha una buia violenza cattiva nella mia Trieste triste che amare è impossibile e odiare anche.” Oppure Stendhal che asseriva “Non esiterei a mostrare coraggio di fronte ai briganti di Catalogna ma non alla Bora.” Ecco, è questo il mio segreto. E non c’è un angolo speciale perché Trieste è tutta speciale.

Il suo libro, Bora nera è stato premiato come “Libro dell’anno” 2022.  Qual è stata la motivazione della giuria?

Per la mirabile descrizione di Trieste e dei triestini in una trama giallistica sapientemente intrecciata.

Da poco ha pubblicato con Creativa Edizioni il terzo episodio della serie” Le inchieste del commissario De Stefano, Necesse est, ci svela qualcosa?

Quando parliamo di un giallo, un noir o un thriller purtroppo si può dire poco. Quello che posso svelare sono due dettagli: A) In questo episodio al commissario Renzo De Stefano la morte, per la prima volta in tutta la sua carriera, gli arriverà molto vicino, toccandolo profondamente; B) Il tema affrontato in questo caso, e che è, alla fine, il substrato da cui nasce il movente, è una tematica sociale e psicologica insieme.    

Di questa sua opera scrivono:” Un Noir che scava nell’animo dei personaggi, mettendo a nudo i loro punti forti e le loro debolezze”. Qual è la più grande debolezza del Commissario?

L’amore per la moglie. Un amore sincero, profondo e romantico. Una “debolezza” positiva che ritroviamo nella sua vita privata dove non incontriamo più il De Stefano rude e burbero ma una persona dolce e pieno di attenzioni. E poi, le sigarette e i caffè.

Chi scrive lascia sempre qualcosa di suo nei suoi personaggi, anche un dettaglio fisico o caratteriale… Nel suo commissario De Stefano cosa c’è di lei?

Ottima domanda. Come in ogni libro di ogni scrittore, specialmente nei personaggi, c’è molto dell’autore. Tutti i libri sono autobiografici nel senso che nascono dal vissuto dell’autore, dalla sua cultura, dal suo bagaglio emozionale e sentimentale. Per cui, ogni descrizione, ogni singolo dettaglio descrive, né più né meno, il suo modo di pensare, di vedere le cose e la vita. Possiamo, quindi, affermare che ogni libro è una analisi psicologica dell’autore. Tra le righe scopri e conosci l’autore. Non è solo il mio pensiero ma anche quello di tantissimi scrittori come per esempio Amos Oz, Alessandro Baricco, Umberto Eco.

De Stefano nelle sue indagini utilizzerà più la ragione o l’istinto?

De Stefano si serve di entrambe, la sua indagine è un mix di razionalità e sensazione. Nella fase di studio di una scena del crimine, per esempio, vuole e deve essere il primo e il solo a entrarci per potere cogliere anche quelle poche sensazioni che vanno a sommarsi agli elementi oggettivi, creandosi, così, una idea della pista investigativa da percorrere.

C’è posto per l’amore in questa narrazione?

Non potrebbe non esserci posto per l’amore in un romanzo che “scava nell’animo dei personaggi. E infatti, già nel primo libro, Bora nera, c’è la storia d’amore travagliata di Roberto e Marina, una coppia di amici del commissario De Stefano, storia che troverà pace nell’episodio successivo. In Necesse Est ci sono ben due storie d’amore, quella tra De Stefano e la moglie Ilaria e quella sbocciata proprio in questo libro tra due ispettori di Polizia, Federico Diodovich ed Elisa Dragan.

Le indagini di De Stefano continueranno?

Il feed back dei lettori è molto positivo e categorico. Amano De Stefano per la sua signorilità, per la sua umanità, anche se apparentemente può sembrare burbero e ostico, ma dietro quella scorza c’è un uomo buono. E poi, non è un super eroe ma una persona normale come si possono incontrare nella vita reale. Quindi, per rispondere alla sua domanda dico, assolutamente sì! Ho già pronta una raccolta di racconti gialli e quasi ultimato il quarto episodio.

Perché leggerlo?

Perché non è solo un leggero intrattenimento da leggere magari sotto l’ombrellone. Non è solo suspence. È la descrizione di una città come fosse quasi un vero personaggio. E poi, dato che in ogni mio libro affronto una tematica diversa, sociale, politica, storica, da cui nasce e si sviluppa il movente, è lo stimolo a delle riflessioni, degli input non l’arditezza di saggio.

E giungo alla mia curiosità iniziale, come e quando nasce il commissario De Stefano nei suoi pensieri?

Avevo già deciso di scrivere dei gialli e mi chiedevo se fosse il caso di inventare un altro ennesimo commissario oppure partorire una nuova figura cui affidare il ruolo di investigatore. In quel periodo mi trovavo a Trieste quando vengo a sapere che il figlio di un mio carissimo amico di Marsala era al primo incarico come commissario di Polizia proprio in quella questura che descrivo nei miei romanzi. Lo andai a trovare e passammo qualche ora insieme. In quel momento e quel giorno nasce il commissario Renzo De Stefano. Un commissario proveniente da Marsala mi è servito per ricordare i tanti Poliziotti e soldati che provengono dal meridione lasciando la propria terra e i propri cari. Un modo per unire sud e nord, scirocco e bora.    

TROVATE I SUOI LIBRI A QUESTO LINK

Rispondi

Rispondi

Articoli

Gli artisti e gli autori che ho intervistato, dicono di me

FRANCESCA GHEZZANI, GIORNALISTA

Prepararsi prima di un'intervista studiando i minimi dettagli e saper scavare nelle persone senza essere invadente è un'arte non di tutti. Monica Pasero ha dimostrato di possederla. Grazie davvero per il tempo che mi ha dedicato.

EMANUELE MARTINUZZI, SCRITTORE, POETA FILOSOFO.

Ogni volta collaborare con Oltrescrittura e Monica Pasero è una grande emozione e opportunità di condivisione, comprensione e conoscenza, per quanto riguarda la propria opera letteraria, perché con competenza e gentilezza l'analisi e le domande della curatrice permettono di approfondire e valutare il proprio lavoro interiore da parte del lettore ma anche dell'autore stesso.

Giosuè Forleo, scrittore e poeta.

Ho conosciuto Monica Pasero per caso e mi è piaciuta fin da subito; infatti l'ho scelta per recensire alcune poesie del mio ultimo libro, "Piuma bianca". Monica è una giornalista e critica letteraria sempre disponibile, che si distingue per la sua eccellenza, originalità letteraria e cura nella realizzazione grafica. Le sue interviste e recensioni sono sempre caratterizzate da una grande profondità e sensibilità, che le permettono di cogliere l'essenza delle opere e degli autori che tratta. Ha una grande capacità nell'instaurare un contatto empatico con gli autori, capacità davvero rara e che le permette di ottenere risposte profonde e sincere. La sua scrittura è elegante e raffinata, rendendo piacevole la lettura dei suoi articoli su svariati argomenti. È una professionista che unisce esperienza, competenza e sensibilità, rendendola una delle migliori nel suo campo. Se siete alla ricerca di una critica letteraria con un blog che vi offra una visione profonda e stimolante delle opere e degli autori, Monica Pasero è la scelta ideale per la sua originalità di scrittura.

FREDERIK MC. MARK, SCRITTORE

Sono molto contento di aver conosciuto Monica e di averle fatto recensire il mio romanzo Kora: La pietra di Artfis. Un fantasy ricco di storie e misteri. Leggendolo, Monica è riuscita a cogliere l’essenza della storia, il che dimostra quanto sia preparata e sensibile nel percepire le emozioni. Grazie di cuore Monica, alla prossima

LEONARDO MANETTI, POETA

Monica è una persona molto attenta e professionale nel suo lavoro. Inoltre è molto gentile e disponibile. È la persona giusta sulla quale potete fare affidamento. La consiglio vivamente.

SERGIO CAMELLINI, POETA

Questa brillante recensione arricchisce davvero, poche volte ho trovato letterati capaci di entrare nell'animo con tanta delicatezza. A Monica Pasero, porgo i sensi della mia più profonda stima.

DANIELE OSSOLA, SCRITTORE

Ho conosciuto Monica attraverso un Concorso Letterario a Torino cui avevo partecipato.

Si è instaurato un rapporto culturale basato su dolcezza, gentilezza e profondità di emozioni.

La professionalità con la quale ha condotto l’intervista, avendone già realizzate diverse nella mia carriera di autore, posso quindi affermare che è unica in quanto ha scavato nel mio intimo per far emergere i fatti salienti della mia attività non solo di scrittore.

Non posso che rinnovare i miei complimenti!!!   

EDOARDO DE ANGELIS, CANTAUTORE

Nel variegato mondo attuale della comunicazione troviamo una tale quantità di organi e operatori, piccoli e grandi, più o meno efficaci, più o meno credibili … un bosco, una foresta nella quale è difficile trovare il sentiero giusto. Per questo motivo è importante affidarsi alle esperienze positive già vissute da altri. A questo proposito mi sento di suggerire un blog che si occupa principalmente di scrittura, con grande professionalità, garbo, sensibilità. Lo dirige Monica Pasero, e si chiama con un bellissimo nome: OLTRESCRITTURA. E' vero, Monica e il suo blog vanno oltre la scrittura, sanno offrire, nella comunicazione quel passo in più di profondità, attenzione, interesse, che fanno la differenza … OLTRESCRITTURA, appunto" - Edoardo De Angelis - Il Cantautore Necessario

EUGENIO PATTACINI, SCRITTORE

Quando ci si avvicina al mondo delle interviste in campo letterario ci sono tre aspetti fondamentali e, quasi mai, si incontrano controparti efficaci su tutti e tre. Si parla di competenza e conoscenza del settore utili a impostare domande efficaci e ben articolare utili a conoscere l'autore ma anche a capire, non tanto cosa dica l'opera, ma dove può accompagnare il lettore. Poi c'è il contatto empatico che io ho misurato sia nel suo raro modo di approcciare ma anche condividendo spazi in salotti letterari. Il terzo punto è la realizzazione grafica perchè anche le migliori frasi, se calate in una impostazione raffazzonata, perdono valore. Monica invece caratterizza ogni sua intervista con l'eleganza dell'impostazione. Personalmente per questo aspetto leggerei suoi articoli anche su argomenti che assolutamente non mi appartengono. È bello quando si trova una controparte che mostri alto livello in uno di questi aspetti. Raro su due. Monica, per fortuna di chi la incontra, eccelle in tutti e tre.

MARCO PETRUZZELLA, POETA

Ho conosciuto Monica Pasero un po' per caso trovandomi nella confusione e dispersione mentale e pratica tipica dell'esordiente. Ho pubblicato da poco per cui sono a digiuno sulle dinamiche della "critica" e della diffusione promozionale delle opere ma soprattutto degli autori. Una cosa, però, credo di averla compresa bene: ciò che conta nel rapporto col gli editori, con le agenzie o con gli editor o realizzatori di recensioni o interviste come Monica, è il rispetto, la cura e l'attenzione che questi hanno nei confronti dei testi, degli autori e delle loro biografie. Ecco con Monica ho provato la gioia e la soddisfazione, oltre di trovarmi al cospetto di una grande professionalità, di avere come interlocutore una persona sinceramente appassionata alla letteratura e alle dinamiche pagina/autore. Auguro ad ogni autore, esordiente o meno, di incontrare Monica Pasero per sentirsi meno solo in questo mondo affascinante ma complicato.

CLAUDE MOSCHELLI, COACH

Monica Pasero è una persona straordinariamente preparate professionalmente e culturalmente

MONICA BECCO, SCRITTRICE

Grazie Monica. Come la scrittura, anche le interviste sono un dono che viene scambiato reciprocamente tra le parti. Con queste risposte mi sono aperta alle persone che non mi conoscono; e loro mi donano il tempo e l'attenzione necessari per entrare nel mio mondo. Grazie a tutte e a tutti. Grazie soprattutto a te, Monica, che con questa intervista, interessante e sensibile, mi hai permesso di fermarmi e regalarmi il tempo di guardarmi e scoprire nuove e inesplorate sfaccettature di me stessa. È stato un piacere e un privilegio

DANIELA MEROLA, GIORNALISTA, SCRITTRICE

La giornalista e promoter culturale Monica Pasero è una professionista eccellente e molto preparata. La sua serietà è meritevole di fiducia.

ELIO SABA ,SCRITTORE

Considero l'intervista che mi ha fatto la giornalista Monica Pasero di grande valore. Mi ha fatto domande per niente scontate, che mi hanno permesso di esternare alcuni aspetti del mio modo di pensare e metter a nudo una parte dei miei sentimenti. Intervista assolutamente notevole.

SILVIA DAL CIN, SCRITTRICE,

Professionista seria, competente e anche molto umana.

SILVIA S.G PALANDRI, EDITRICE

Il lavoro di Monica è così accurato, profondo e dettagliato che un' AI non riuscirà mai ad eguagliarlo. Domande affatto banali, capaci di scavare in profondità con intelligenza e La tua intervista mi ha emozionata e per rispondere alle tue domande mi sono ritrovata a fare un lavoro su me stessa e un punto sul mio lavoro al femminile. Grazie.

SARA DE BARTOLO, SCRITTRICE, DOCENTE

Non è semplice né scontato ritrovare professionalità e talento in un unica persona.
Parlo della scrittrice Monica Pasero.
I suoi libri nonché le sue interviste sempre pulite, chiare e complete, mai fuorvianti o allusive.
Ogni volta che le sue parole descrivono l'arte di un autore/ autrice , ne esaltano il colore e di conseguenza il valore.
Grazie Monica per ciò che fai ma soprattutto per come lo fai.
Grazie davvero.

PAOLO SORRENTINO, SCRITTORE

Il nome di Monica Pasero mi è stato fatto per la prima volta dal mio editore, Davide Indalezio di Edizioni della Goccia. Mi sono documentato, ho letto le molte cose che ha scritto e mi ha subito convinto per i suoi modi garbati, per la profondità delle sue analisi, per la capacità di cogliere le diverse sfumature e i colori nascosti delle opere che descrive di volta in volta. Si capisce subito che fa il suo lavoro con grande passione e competenza, insomma. Le ho affidato, quindi, la lettura del mio La strategia del Diavolo e anche se lei stessa ha ammesso subito che il genere giallo/thriller non è fra i suoi preferiti, la sua recensione ha soddisfatto appieno tutte le mie aspettative, constatando una volta di più la sua abilità nell’intercettare i significati meno evidenti, più nascosti del libro e sintetizzarli in modo brillante ed efficace. Rapida, essenziale, profonda, con le sue interviste, poi, riesce a interfacciarsi in modo altrettanto efficace con la personalità dello scrittore, offrendo al lettore elementi aggiuntivi capaci di incuriosirlo e farlo avvicinare ulteriormente alla lettura dell’opera. Esperienza decisamente positiva.

ANTONIO SPAGNUOLO,POETA

Ottimo intervento, ricco di cultura elevata e di coinvolgimento. Il tuo Interessamento alle luminosità della scrittura è degno di lode. Grazie per avermi Invitato. Esperienza di notevole fattura!

FRANCESCA ROMANA ROTELLA, SCRITTRICE

Monica Pasero ha recensito due mie raccolte poetiche con grande sensibilità e professionalità. Ha compreso in maniera profonda i miei versi e ha saputo evidenziarne le caratteristiche fondanti, mettendone in luce gli aspetti più interessanti. La sua alta professionalità è una garanzia di accuratezza e grande sensibilità.

ODILIA LIUZZI, ARTISTA

Vorrei dedicare un sentito ringraziamento a Monica Pasero per la splendida intervista che mi ha dedicato. È stata un’esperienza profondamente stimolante e arricchente, che mi ha permesso di raccontare il mio percorso artistico con sincerità e passione. Le sue domande, sempre pertinenti e ben calibrate, hanno toccato aspetti importanti del mio lavoro, spingendomi a riflettere ancora più a fondo sul significato e sulle emozioni che lo animano. Monica ha dimostrato grande professionalità, unita a una grande sensibilità. La sua capacità di creare un dialogo fluido e coinvolgente, ha reso questa intervista non solo un momento di condivisione, ma anche un’occasione preziosa per esprimere pensieri e riflessioni che spesso restano inespressi. Il suo approccio garbato e rispettoso ha reso tutto naturale, mettendomi completamente a mio agio. Raccontare il proprio percorso artistico non è sempre facile: dietro ogni opera si nasconde un mondo di emozioni, esperienze e scelte. Monica Pasero ha saputo cogliere e valorizzare il cuore del mio lavoro, trasformando l’intervista in un ritratto autentico del mio percorso artistico. Per questo, la ringrazio di cuore. È stata un’esperienza preziosa, resa speciale dalla sua bravura e gentilezza. Grazie ancora, Monica!

DARIO TONANI, SCRITTORE ( MONDADORI)

Ci sono persone sensibili annidate negli angoli della rete che parlano di scrittura con la mano sul cuore e il tocco delicato dell’intelligenza. Monica Pasero è una di queste; le sue domande per la mia intervista sono un bouquet di spunti originali, curiosità autentica e riflessioni profonde. Mi hanno colpito e spiazzato il giusto. Per questo le dico ancora grazie.

IL MAESTRO, ALESSANDRO PIERFEDERICI, SCRITTORE, DOCENTE

Ho conosciuto Monica attraverso i social: il suo modo di porsi, con schiettezza e sincerità, e descrivere con semplicità e accuratezza il suo lavoro mi ha subito convinto a contattarla. Ho potuto così conoscere una professionista di grande spessore che unisce una notevole esperienza ed una competenza acquisita sul campo a contatto diretto con opere e autori, ad una profonda sensibilità ed umanità, attraverso la quale coglie l'essenza delle opere recensite e gli aspetti più importanti della personalità dei suoi intervistati. Monica ha recensito i miei primi quattro libri ed ogni volta ho scoperto dietro le sue parole qualcosa che non immaginavo esistesse dietro i miei testi. Monica, infatti, sia nelle recensioni che nelle interviste, coglie l'anima stessa dell'autore, della sua personalità, del suo linguaggio, e sa mettere in rilievo tutto ciò che di bello, interessante, stimolante incontra, così che anche chi legge viene messo a contatto diretto con la cultura, l'umanità, la vita degli autori e delle opere. E non dimentichiamo la sua capacità di sintesi e la sua profondità nelle prefazioni: Monica ha scritto quella del mio quinto libro ed ha saputo in due pagine coglierne lo spirito e il messaggio, preparando la strada al lettore per vivere appieno il piacere della lettura e della comprensione.

GIORGIO INFANTINO, SCRITTORE

Grazie Monica per aver messo in evidenza gli aspetti salienti della mia produzione letteraria. La recensione di "Storie Sospese" coglie nel segno e l'intervista è stata condotta da te con grande professionalità.

ELEONORA COLORETTI, RESTAURATRICE

Brava! Sensibile precisa alle tematiche. Una professionista.

ANTONIO ZENADOCCHIO, ARTISTA

Monica è capace di identificarsi con l'intervistato e comprendere il suo modo di essere e il suo punto di vista. Questo rende l'intervista molto calzante e anche gratificante.

STEFANO ZAMPIERI, ARTISTA

Precisa, sensibile con una penna delicata ma profonda.

MASSIMO PEZZONI, POETA
Credo la piu bella e professionale intervista sia stata propio quella di Monica Pasero, la sua capacità di capire l'artista scavando nella sua sensibilità senza scalfirla ma facendone un ritratto completo e unico.

SERGIO SOZI, SCRITTORE, CRITICO LETTERARIO

Non accade molto spesso, in questi tempi, di poter colloquiare di letteratura con un giornalista che sia competente e rigoroso, ben documentato sugli aspetti biobibliografici dell'intervistato e perfino, direi, appassionato della materia in oggetto. Ebbene tutto questo ho potuto assodare nel corso della piacevole e stimolante conversazione che ho avuto con Monica Pasero sulla mia opera di scrittore

GIOVANNA FILECCIA, SCRITTRICE, EDITRICE

Una delle interviste più complete che ho rilasciato in questo periodo.

ALESSIO MIGLIETTA, POETA

Consiglierò il tuo lavoro senz'altro, e sono davvero entusiasta di questa intervista, credo la più bella ricevuta!

ANGELA CAVAZZUTI, SCRITTRICE

Un enorme GRAZIE alla bravissima Monica Pasero per la bellissima intervista sul mio universo da scrittrice.Con poche pennellate ha saputo dipingere un'immagine reale di me, come persona e come autrice.

MIRIAM DI NOTO, SCRITTRICE E DOCENTE

Ho avuto il piacere di rilasciare due interviste a Monica Passerò, riguardo al mio libro e alle mie esperienze di viaggio.Mi sono trovata davanti una professionista garbata e competente, capace di proporre domande profonde e ben calibrate.Ne è scaturito un dialogo piacevole e costruttivo, attraverso cui ho espresso pienamente il mio pensiero.

GIOVANNA DE VITA, SCRITTRICE

L' Intervista ha saputo cogliere i tratti importanti del libro e la mia personalità. Le domande hanno messo in evidenza il lato umano e fragile del protagonista del racconto. Grazie


Scopri di più da OLTRESCRITTURA, Sito ufficiale, Monica Pasero

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scopri di più da OLTRESCRITTURA, Sito ufficiale, Monica Pasero

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere