INTERVISTA A DEDY LEONE, AUTRICE DEL LIBRO VIAGGIO NEL TUNNEL DEL NARCISISTA.
“Ogni volta che una donna lotta per sé stessa, lotta per tutte le donne”. E con questa frase di Maya Angelou (1928- 2014) presento l’ospite di oggi; una donna, una combattente, che ha saputo liberarsi, dopo anni di vessazioni, umiliazioni e violenze psicologiche, da quelle catene mentali che l’hanno resa vittima di un uomo. Un Narcisista.
Un uomo che lei ha amato, a cui ha concesso tutto! Schiava di quell’amore, illusa che lo fosse, ha subito le peggiori umiliazioni fino a che qualcosa l’ha spinta a ribellarsi a ritrovare l’amore verso sé stessa, e fuggire.
Non è la prima donna e non sarà nemmeno l’ultima, ahimè, a vivere situazioni del genere, ma la sua storia, che ha racchiuso nelle pagine del libro: Viaggio nel Tunnel del Narcisismo, può sicuramente essere di aiuto a chi, in questo momento, sta vivendo ciò che ha vissuto lei. E può essere da monito a tutte le donne affinché sappiano riconoscere in tempo un Narcisista, una relazione tossica, e allontanarsi.
Tutto ha inizio nel 2002, Dedy al tempo ha 39 anni, un matrimonio concluso alle spalle, non ha figli, è una brillante imprenditrice molto amata, benestante, ama divertirsi, sicura di sé, vive una vita libera fino a che non incontra il suo carnefice con cui intraprende una lunga relazione; dopo un inizio da favola, in cui lui saprà adularla e renderla succube delle sue esigenze, per Dedy inizierà l’inferno: un calvario che durerà per ben 15 anni dove Dedy subirà molteplici vessazioni, minacce, manipolazioni tanto da portarla a distaccarsi dalle persone care. Verrà sfruttata a 360 gradi fino al punto del non ritorno. Momento in cui, presa dallo spirito di amor proprio, troverà il coraggio di affrontare un vero e proprio tsunami, non rendendosi minimamente conto che il peggio dovrà ancora arrivare…
In questa intervista cercheremo di capire meglio come riconoscere un Narcisista e soprattutto come allontanarsi in tempo.
Grazie di essere qui. Spesso preferiamo non vedere per paura di lasciare chi amiamo, ci raccontiamo bugie: la manipolazione subita ci rende vittime e nel contempo carnefici di ciò che viviamo, anzi permettiamo di farci vivere. È successo così anche a te?
Intanto grazie per avermi dato l’opportunità di presentare questo libro a cui tengo moltissimo. Purtroppo è esattamente come hai scritto: è una dinamica complessa e surreale. Per natura non sono bugiarda, ma in questo caso lo sono stata soprattutto con me stessa. C’è un momento in cui diventiamo inconsapevolmente complici e vittime allo stesso tempo del nostro carnefice. Viviamo due ruoli dentro lo stesso corpo, e tutto questo è terribile! Da un lato difendi il tuo carnefice e dall’altro ti avveleni l’anima. Poi, con il tempo, questo doppio ruolo si trasforma e diventa una vera e propria roulette russa. Nella mia storia c’è un momento, in cui addirittura lo sfidavo, ignara e incosciente del pericolo che stavo correndo.
La tua storia è molto toccante, e soprattutto può essere di aiuto per tante donne. Quando hai capito che dovevi reagire? Qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
In realtà non c’è stato un evento particolare in cui la goccia è traboccata. È stato piuttosto una escalation di eventi, sempre più intensi fino ad arrivare a toccare il fondo del barile. E quando tocchi il fondo, devi per forza risalire. Non è programmabile il momento in cui deciderai di reagire, viene da sé, è il tuo corpo che te lo chiede. Ancora oggi non so spiegarti come ho fatto e dove ho trovato il coraggio di affrontare tutto ciò che ho vissuto, ma ho compreso che noi donne abbiamo delle risorse, che nemmeno sappiamo di avere.
Ho sempre creduto che l’interno di una coppia deve essere un luogo di protezione, dove ognuno ha il compito e il dovere di sostenersi a vicenda per il bene comune, altrimenti non ha senso. Ma quando questo spazio protetto diventa manipolazione, svalutazione, umiliazione, ed uno dei due resta in una relazione solo per trarne vantaggio, allora è un vero e proprio parassitismo psicologico con conseguenze disastrose.
Il Narcisista. Tutti noi ne abbiamo sentito parlare, ma pochi conoscono profondamente il soggetto; ti va in parole tue di dirci le caratteristiche di un uomo Narcisista, come riconoscerlo?
Per la mia esperienza posso dirti che inizialmente non sapevo dell’esistenza di questi individui. Oggi tutti parlano di narcisisti, e penso che troppo spesso si abusi di questa parola. Sicuramente c’è un proliferare di vari disturbi di personalità, più o meno accentuati, basta avere a che fare con persone nella nostra quotidianità per rendersene conto, ma non si possono marchiare tutti narcisisti. I narcisisti son ben altro, si insinuano nelle nostre vite con grande abilità. Sono ingannatori, bugiardi, privi di qualsiasi empatia, mettono in atto delle vere e proprie truffe emotive fino a svuotarti di tutto ciò che ti appartiene, distruggendoti per poi buttarti via. Non scelgono a caso le persone, solo quelle che possono essergli utili per trarne vantaggi propri. Vogliono tutto e subito, bruciando le tappe molto velocemente. Quando ottengono ciò che gli serve, lentamente inizia l’ascesa della violenza psicologica silenziosa. Solo piccoli segnali iniziali potrebbero metterti in allarme, senti che c’è qualcosa che non va in loro, a cui spesso non si dà peso. I narcisisti, sono raggruppati in due categorie: gli overt di semplice individuazione e i covert quest’ultimi più subdoli nei modi di fare, pertanto difficili da distinguere. Ciò che ho imparato sulla mia pelle, da questa brutta esperienza, è che l’abuso narcisistico è molto sottile, si insinua lentamente fino al punto del non ritorno, facendoti perdere la dignità, lasciando segni indelebili permanenti. Chi ha avuto a che fare con un narcisista covert, se ne accorge sempre, quando è troppo tardi.
Cosa ti ha spinto a mettere nero su bianco il tuo vissuto su carta?
A dirti la verità: non è stata una mia idea. Non ho mai avuto l’ambizione di scrivere un libro sulla mia vita, non ho mai amato rendere pubbliche le mie vicende personali, ma sentivo la necessità di esporre i miei stati d’animo, i miei pensieri, i ricordi, la mia sofferenza interiore, così iniziai a scrivere qualcosa che assomigliava più ad una raccolta di emozioni, strettamente personali Pensieri che per anni sono stati rinchiusi in un file. Poi un giorno mi balenò l’idea di pubblicarli, ma abbandonai subito il progetto: aprire e rileggere ciò che avevo scritto molto tempo prima mi riportava indietro nel tempo e mi faceva male. Non volevo ricordare!
Un giorno, però, pensai a quante persone in quel momento stavano attraversando il mio stesso inferno e decisi di rendere pubblico il mio passato se pur con un confuso manoscritto. Il mio intento è che le donne che lo leggeranno, se sono vittime inconsapevoli di un narcisista, possano riconoscersi nelle mie parole, e prendere provvedimenti.
La trama del tuo libro ci porta a conoscere l’approccio del Narcisista che sa incantare far sentire amata la sua donna fino a che la relazione, apparentemente idilliaca, si trasformerà in un terreno minato dove l’individuo narcisista sfrutta qualsiasi circostanza della donna per controllarla, manipolarla emotivamente e farla sentire inferiore umiliandola costantemente, fino al revenge porn. Dopo un’esperienza così distruttiva e dolorosa a livello emotivo. Come ci si rialza?
Come per riuscire a chiudere una relazione tossica con un narcisista, è altrettanto difficoltoso potersi rialzare, in quanto gli scenari cambiano totalmente. È una lunga strada tortuosa e in salita.
Quanto il suo farti sentire in colpa ha frenato la tua evasione?
Vedi, Monica, quando l’abuso narcisistico si insinua dentro di noi, e per questo ci vuole del tempo, una volta ben insediato è come se fosse parte integrante del nostro essere.
Liberarsi da questa morsa è come rinnegare sé stessi. Non è solo il senso di colpa a frenare l’evasione, quanto essere costantemente sotto minaccia emotiva. È come essere stretti da una piovra, liberi un tentacolo e senti stringere tutti gli altri, finché non soffochi,
Lo hai denunciato? Se sì, le istituzioni ti sono state vicine?
Decisamente sì, è stato denunciato, ma non voglio anticipare ciò che ritroveremo nella successiva pubblicazione
Nicola Brunialti dice: “Sogno un mondo in cui gli uomini non usano violenza sulle donne. E le donne non perdonano gli uomini che usano violenza su di loro.” Quante volte lo hai perdonato prima di ribellarti?
È una bellissima frase, ma che non rispecchia la realtà attuale.
Quando credi a una persona, il perdono è un atto dovuto, è umano, pensi sempre che sia in buona fede, l’errore ci può stare. Proprio per questo motivo l’ho perdonato moltissime volte. Ma quando poi mi sono resa conto che le bugie erano sistematiche e costanti, alcune eclatanti conoscendo la verità, allora ho smesso di perdonarlo Mi ha umiliata! Si è preso gioco di me! Ha offeso la mia persona sottovalutandomi.
Credi ancora nell’ amore?
Vorrei, vorrei poterci credere ancora, ma sono sempre in stato di allerta, generalmente al primo minimo segnale scappo via. Amare è anche lasciarsi andare, senza essere sospettosi, forse non è ancora il momento di dare fiducia incondizionata. Sono esperienze che lasciano solchi profondi nel cuore e riuscire a tornare ad amare è molto difficile.
Un messaggio a tutte le donne? Come accorgersene in tempo?
Il focus di questo libro è esattamente questo. Attenzionare le lettrici su atteggiamenti che potrebbero essere a loro familiari, quelle sensazioni di malessere, situazioni che non sono perfettamente chiare, e di cui non ne comprendono il motivo, fare in modo che scatti in loro un campanello d’allarme, e approfondiscano tramite professionisti le loro sensazioni. In poche parole, mandare dei messaggi di vita vissuta in modo da allettarle.
Il mio messaggio è: “Guardatevi dentro, non sacrificate la vostra vita, i vostri desideri, ciò che amate fare per chi non merita! Ribellatevi e siate solidali con chi vive la vostra stessa situazione; sostenetevi a vicenda”.
C’è una citazione molto significativa che recita così:
“Il regalo più grande che tu possa fare a qualcuno è il tuo tempo, quando regali il tuo tempo, regali un pezzo della tua vita, che non tornerà più indietro”.








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