TRATTO DA UNA STORIA VERA
eDITORE TRANSEUROPA
disponibile in formato cartaceo
Fuggire per essere libera. La storia straordinaria di Alida. Nelle montagne dell’Albania settentrionale, Alida è costretta a diventare una “Burrnesh” per salvare la sua famiglia, perdendo la sua identità di donna. Ma il desiderio di libertà e l’amore per Leck la spingono in un pericoloso viaggio attraverso continenti, in una incredibile lotta per riconquistare la sua vera essenza e la felicità a Chicago. Tratta da una storia vera e raccontata attraverso la voce e il flusso di ricordi della protagonista, «Una vita maledetta» è un’epica avventura di coraggio e determinazione che sfida ogni oppressione, una storia di rinascita.
SINOSSI
Trattasi di una storia vera, raccontata dalla voce e dal flusso di ricordi della protagonista.
Alida nasce nelle montagne del Nord dell’Albania e cresce nella sua famiglia composta
da padre, madre e due sorelle gemelle. Il periodo storico è quello dell’Albania di Enver
Oxa ma nelle campagne del nord si cresce sotto le regole del “Kanun” di Lek Dukagjin, il
fondamento giuridico e morale del mondo albanese antico, le cui origini si perdono nella
notte dei tempi. Le regole, tramandate solo verbalmente proclamano le donne come ‘otri
che devono solamente portare in grembo i figli e sopportare’.
Il padre di Alida vittima di una vendetta sancita dalle regole del Kanun, viene colpito da
un colpo di fucile in cui rimane gravemente ferito e perderà l’uso delle gambe.
L’accaduto costringerà una delle figlie a diventare una ‘Burrnesh’. Secondo le regole del
Kanun, infatti, nelle famiglie in cui c’erano solo figlie femmine, o nel momento in cui il
padre non fosse stato in grado di farsi carico del nucleo familiare o fosse venuto a
mancare, ad una di loro sarebbe toccato il compito di sostituirsi a lui e a provvedere in
tutto e per tutto alla famiglia trasformandosi in una “Burrnesh” o “Vergine Giurata”, un
uomo.
Fu Alida, costretta dalla madre a sottoporsi a questa trasformazione, perdendo la sua
vita di donna. La trasformazione avvenne con un rito arcaico di fronte a dodici capoclan
e ad Alida venne cancellata ogni forma e ogni aspetto di donna proprio da sua madre: le
tagliò i capelli cortissimi, le fasciò il seno fino a farlo scomparire e venne vestita con gli
abiti del padre. Così Alida iniziò a bere, fumare e a maneggiare armi come fosse un
vero uomo. Giurò voto di castità per la vita, trasformandosi di fatto in un uomo,
nell’aspetto. Dal momento del giuramento, pur rimanendo biologicamente una donna,
Alida, come le altre donne Burrnesh venne trattata da uomo e accettata come tale nella
società e dagli stessi uomini che prima la maltrattavano, la abusavano e reputavano
come schiava. Una volta compiuto tale giuramento era per la vita. E doveva essere
rispettato tanto nei comportamenti quanto nei pensieri, altrimenti sarebbe stata uccisa.
Alida, in un primo momento accetterà di malavoglia la sua trasformazione sociale e si
sforzerà a ricoprire il ruolo richiesto per il bene e l’onore della famiglia. Alida si
impegnerà a maritare le sorelle scegliendo per loro i rispettivi mariti, si occuperà della
raccolta della legna, della vendita del bestiame e dei prodotti della terra al mercato di
Skutari. Tutte pratiche che spettavano esclusivamente agli uomini. Le donne erano
sottomesse e chiuse in casa, trattate come oggetti e vittime di soprusi e violenze
domestiche.
Alida però non rinuncerà mai alla sua femminilità, al desiderio di diventare madre
insieme all’uomo di cui è innamorata, Leck, un ragazzo dolce e gentile e per questo
anche lui vittima di soprusi e violenze. Imprigionata in un corpo e in una vita che non le
appartiene, Alida è combattuta tra il desiderio di scappare e il senso di colpa nel portare
disonore e vergogna sulla sua famiglia e nell’abbandonare sua madre.
Consapevole che una volta abbandonata l’Albania non avrebbe più potuto fare ritorno,
capisce però che la vita le è insopportabile in quelle vesti e insieme a Leck decidono di
escogitare un piano di fuga difficile e pericoloso, che affronterà molteplici volte la
possibilità di morire. Alida e Leck non possiedono denaro, e non sanno com’è il mondo
fuori dall’Albania, si affidano perciò alle informazioni di due amici d’infanzia scappati dal
loro villaggio molto tempo prima, non sanno nemmeno se sono ancora vivi. Le voci del
paese li danno per morti. Tentano di contattarli in segreto e fortunatamente i due gli
rispondono, mostrandogli una via di fuga e dandogli i soldi necessari per raggiungere
l’America. Alida e Leck affronteranno il lungo viaggio con il tormento di avere
abbandonato le loro famiglie e con la paura di essere scoperti e imprigionati. I ragazzi
usciranno insieme da Tirana e raggiungeranno la Bulgaria in bicicletta, da dove, con dei
passaporti falsi, atterreranno a Madrid. Il viaggio proseguirà fino a Tjiuana, e dopo aver
attraversato l’ultima frontiera affidandosi ai “cojotes” arriveranno negli Stati Uniti. Alida
rinascerà a Chicago e tornerà ad essere la donna che era ed a riappropriarsi della
propria femminilità e vita.








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