INTERVISTA OLTRESCRITTURA
A WLADIMIRO LA MANTIA
L’ospite di oggi è uno scrittore siciliano, originario di Messina, che ha saputo nel tempo conciliare più percorsi artistici, utilizzando la scrittura sia come paroliere che scrittore. Il suo percorso di studi è vasto: Diplomato Geometra e Infermiere Professionale – ha poi consacrato la sua vita agli studi musicali e alla letteratura. Nel 1993 si diploma come Autore della parte Letteraria a Roma, approfondendo negli anni lo studio del pianoforte, del canto e della scrittura di testi per canzoni, tanto da conquistare nel 2000 il Premio Letterario al testo della canzone in un concorso canoro per cantautori a Messina. Nel 2020 debutta come scrittore con romanzo “Il cielo di Roger” (edito da Youcanprint) che gli è valso la Menzione d’onore al Premio Città di Caravaggio 2023 nella sezione narrativa. Nel 2022 ha saputo catturare i lettori con il thriller “Il mistero di Anna. Storia di una donna coraggio”. Nel giugno 2025 ha pubblicato per PAV Edizioni di Roma il suo ultimo romanzo, “Black”, un’opera di forte impatto che affronta la drammatica e cruciale tematica delle segregazioni razziali negli Stati Uniti d’America. Fervido sostenitore di progetti legati alla lettura e alle biblioteche, La Mantia è inoltre volontario per Libriamoci; ed è un attivo, appassionato promotore della lettura all’interno delle scuole.
Conosciamolo meglio.
Benvenuto, è nata in te prima la passione per la musica o per la letteratura?
La musica e la letteratura hanno sempre fatto parte della mia vita. Essere autori della parte letteraria di testi per canzoni segue un percorso ben preciso legato alla letteratura. Lo studio della letteratura rappresenta una base fondamentale per una futura scrittura corretta, lineare e piacevole per il lettore. Studiare e leggere autori del nostro immenso patrimonio culturale italiano aiuta molto a comprendere quanta strada bisogna fare prima di essere considerati degli Scrittori.
Qual è secondo te la canzone più bella mai scritta?
Ce ne sono tantissime. Canzoni scritte seguendo le regole fondamentali della metrica. Canzoni che possono essere considerate senza l’apporto della composizione musicale delle vere poesie. Ne cito qualcuna: Questo piccolo grande amore di Claudio Baglioni. Scrittura perfetta e lineare nei contenuti. La considero una delle più belle canzoni di sempre. Ma voglio citare anche il grande Autore “Gino Paoli” con: Una lunga storia d’Amore. Canzone e poesia amalgamate da una musica meravigliosa.
Le tue esperienze professionali come geometra e infermiere professionale mostrano un percorso molto variegato. Nei tuoi romanzi o nei testi delle tue canzoni attingi dalle tue esperienze personali?
No. Le mie esperienze professionali sono abituato a scinderle dal mio privato. La scrittura è un’espressione che ho sempre considerato personale e isolata dalle attività lavorative. Diciamo che la mia scrittura si lega alle esperienze di vita quotidiana e lo studio. Non amo legare il lavoro alle passioni.

Nel 2020 pubblichi il tuo primo romanzo: “Il cielo di Roger”. Il romanzo ha ottenuto la Menzione d’onore al Premio Città di Caravaggio. Che cosa ha significato per te questo importante riconoscimento?
Molto. Un riconoscimento credo rappresenti il premio ai sacrifici legati alla scrittura, in quanto espresso da gente competente nel settore.
Con “Il mistero di Anna. Storia di una donna coraggio” ti misuri con il genere Thriller. Tratti piaghe sociali importanti come lo Stalking, il bullismo, l’alcolismo, la violenza sulle donne… Una storia che apre a tantissime riflessioni sulla debolezza umana. Ma chi è Anna? Come è nata dalla tua penna?

Anna simbolicamente può rappresentare ogni donna oggetto di violenza. Nel caso specifico è un legale che lotta per sé stessa e gli altri. Il suo coraggio può essere considerato come un messaggio a non arrendersi mai. A lottare e credere che il mondo possa cambiare e invertire quella tendenza a sopraffare i più deboli. Il personaggio nasce dall’unico pensiero che un giorno mi è venuto in mente: Perchè non scrivere un libro che possa far riflettere chi ama nascondere la realtà? Una sorta di scrittura provocatoria. E non nascondo che a parecchi lettori questo libro non è andato giù. Dico questo non tanto per qualche recensione antipatica, ma perché i contenuti forse risultano scomodi. Molto spesso il mio modo di pensare si scontra con l’ipocrisia e l’indifferenza. Il libro è sempre presente per tutti. Basta solo avere il coraggio di leggerlo.
Il tuo ultimo romanzo, “Black”, pubblicato a giugno 2025 da PAV Edizioni, affronta una tematica di immenso spessore sociale e storico: le segregazioni razziali negli Stati Uniti. Cosa ti ha spinto a indagare questo specifico capitolo della storia americana?
Il mio ultimo romanzo è frutto di studio e approfondimento per una tematica che non va dimenticata. Purtroppo è argomento attuale la discriminazione razziale. La società odierna mostra ancora atteggiamenti discriminatori. Il mio intento è quello di lasciare dei messaggi e non dimenticare la storia.
Con un romanzo d’impatto come “Black”, quale riflessione speri di scuotere nelle menti di chi si immerge in queste pagine?

La riflessione è d’obbligo per chi legge questa storia. Non si può rimanere indifferenti di fronte agli eventi descritti dai personaggi. Ho già ricevuto moltissime recensioni positive da parte dei lettori. La soddisfazione più grande è aver ottenuto l’obiettivo di stimolare i giovani nelle scuole, a riflettere e a porsi delle domande sui contenuti di questo libro. Una cosa non del tutto scontata.
Se potessi viaggiare nel tempo e conoscere un autore del passato da chi andresti e cosa gli domanderesti?
Senza alcun dubbio Dante Alighieri. La mia domanda? Come hai fatto a scrivere la Divina Commedia? Un capolavoro irripetibile. La storia dell’umanità nella scrittura del più grande scrittore di tutti i tempi.
Oltre a essere uno scrittore, sei un attivo volontario per Libriamoci e ti spendi molto per promuovere la lettura nelle scuole e sostenere le biblioteche. Come si fa, secondo te, a trasmettere ai ragazzi la passione per i libri in un’epoca così digitale?
Basta comprendere quanto sia importante il dialogo. La mia felice esperienza di Libriamoci mi ha fatto comprendere quanto i giovani abbiano bisogno di essere ascoltati. Hanno grandissime capacità e vanno valorizzati e compresi nelle loro fragilità. Farli innamorare della lettura e come farli innamorare della vita. La lettura deve essere un piacere e non un obbligo. Solo così i giovani possono essere coinvolti.
Progetti futuri?
I miei progetti futuri sono il presente. Scusate il gioco di parole. Sostenere la lettura, le biblioteche e i progetti di lettura. Coinvolgere i giovani nelle scuole a leggere, frequentare biblioteche e librerie. Sempre e comunque convinto del valore della mia scrittura e dell’arduo compito di pubblicare dei libri che possono lasciare un’impronta al lettore.
Definisciti con una sola parola.
Determinato.
Ringraziando l’autore per aver rilasciato questa intervista, vi ricordo il link dove potrete trovare i suoi libri.







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