La musica alla radio è la febbre di un sogno condiviso,
un’allucinazione collettiva,
un segreto tra milioni
e un sussurro all’orecchio di tutto il paese.
Bruce Springsteen
Oggi nel mio spazio ritrovo un caro amico di vecchia data, conosciuto in questo mondo spesso ingannevole del Social Media, dove solitamente ti imbatti in colossali fregature, ma a volte, rare volte, accade che conosci belle persone e questo è il caso di Antonio Simmini speaker e ideatore di programmi radiofonici, amante della musica e della cultura in generale.
Inizia il suo percorso radiofonico nel 2017, insieme alla collega e amica Mariagrazia Kalt, creando una radio d’intrattenimento, ma solo con musica di qualità. Con la prospettiva di realizzare uno spazio culturale adibito ad interviste e informazione. Programmi cosiddetti di nicchia, ma sempre attenti a evidenziare in primis il nostro Bel Paese e i suoi tanti artisti e scrittori. E così debutta Bluesline Radio che accomuna l’arte nella sua totalità, donando al pubblico una percezione più ampia del mondo musicale, e lasciando spazio alla qualità, non tanto alle Hit più commerciali.
Andare controcorrente fu un azzardo?
Sì ma ero cosciente del possibile riscontro negativo che poteva avere la programmazione, scegliendo questa linea di qualità. Per i primi tempi, non collocando molta musica commerciale, siamo stati un po’ bistrattati da una platea meno attenta alla sostanza, ma insistendo su basi di artisti di calibro sia per la loro musica che per la valenza dei contenuti dei loro testi; abbiamo avuto riscontri positivi da un pubblico che aveva voglia di approfondire l’ascolto delle nostre scelte musicali.
Musica commerciale non è sempre sinonimo di musica di qualità, cosa secondo te le nuove generazioni stanno perdendo, visto il panorama musicale odierno?
La musica commerciale la vedo senza futuro. Pochi passaggi radiofonici, piccole attenzioni di un pubblico che esalta questi imprevedibili successi di poco tempo, brani scheletrici senza un testo degno di ascolto. Vedi, Monica, ho conosciuto ragazzi di nuova generazione che si sono ricreduti, abbandonando questa musica senza emozioni; iniziando a riscoprire gli immortali: le grandi Band rock degli anni ‘60, ‘70, ‘80 e la loro evoluzione partendo dai Beatles, Rowling Stones, Pink Floyd, Genesis, King Crimson, per poi arrivare ai Led Zeppelin e molti altri.
Bob Dylan sul Blues diceva “Mi trovo a mio agio col blues perché la sua struttura è molto semplice e ti consente di dire quello che vuoi in maniera estremamente immediata. Bastano due frasi e anche solo la prima frase. È una forma piuttosto affascinante proprio a causa della sua estrema semplicità “Tu da estimatore di questo genere, concordi con lui?
Concordo con lui, il Blues è immediatezza, semplicità. Il Blues indica anche uno stato di tristezza, agitazione, malinconia. Ci vorrebbe molto tempo per spiegare le origini di questo genere musicale che scaturisce nella schiavitù, repressione disperazione del popolo afroamericano, ancor oggi non del tutto libero. Dylan il piccolo uomo del Minnesota scelse di mutare il proprio nome in omaggio al poeta Dylan Thomas, erede del grande poeta country folk Woody Guthrie. Dylan con la sua scrittura politica, cattiva ed eversiva; tra rabbiose Song e piccoli sprazzi d’ amore ci fa ancora sognare. Come dargli torto al grande Dylan, premio Nobel per la letteratura nel 2016. “The blues neve die!” Il blues non muore mai!
Se potessi andare indietro nel tempo e conoscere un musicista del passato, chi sarebbe e soprattutto cosa gli chiederesti?
A dir la verità sono legato a più di un musicista; mi soffermo su Jimi Hendrix il quale esordì sul palcoscenico di Maple Leaf Garden di Toronto con una frase: “Vogliamo che vi dimentichiate di oggi. Stanotte daremo vita ad un mondo tutto nuovo!” era il 3 maggio del 1969. Hendrix possedeva fantasia, velocità e grande tecnica. Su 6 corde di pura felicità con la sua Stratocaster ha fatto sognare platee sterminate di fans, ancor oggi le sue composizioni sono d’esempio per tutti quelli che iniziano ad avvicinarsi alla chitarra elettrica. Gli chiederei come ha fatto in così poco tempo a costruire la sua legge: “Il Rock and Roll”.
Blueslineradio per anni ha donato oltre che buona musica, spazio all’ arte e alla letteratura; in questo ti sei sempre dimostrato attento, pronto ad incentivare la lettura oltre che la musica. A distanza di anni il progetto Blueslineradio si è interrotto, oggi di cosa ti occupi?
Sono rimasto attivo nell’ambito radiofonico, collaboro con diverse radio web, e propongo i miei format, non solo musicali, grazie alla collaborazione di bravissimi attori e doppiatori come Lello Ceravolo e Francesca Paris Barl che con le loro letture arricchiscono il programma dando visibilità a tanti scrittori e poeti poco conosciuti. Stessa cosa faccio per la musica. Pongo l’attenzione a chi ha bisogno di farsi conoscere; mi prodigo dare spazio alle loro creazioni attraverso interviste, podcast ed ospitate varie, poi non manca l’informazione. Tra musica notizie e novità varie.
Seguite Antonio sul suo canale Youtube








Rispondi