Capitolo 41 del mio libro Lo sapevi che? Io no ma il mio caporedattore sì.
IL GATTO
E siamo giunti all’ ultimo capitolo di questo viaggio nelle mie a volte bizzarre riflessioni; e lo voglio dedicare ad una parola magica,
IL GATTO
Quando un gatto fissa immobile un punto,
forse sta creando una poesia.
O sta scoprendo un varco nell’universo.
O sta aspettando la venuta di un angelo.
Fabrizio Caramagna
Oggi l’argomento è stato scelto dal mio caporedattore, visto che in questi ultimi mesi ha manie di protagonismo esagerate, credo che si sia montato un pochino la testa, a ogni modo oggi parleremo del Gatto.
Lo sapevi che
Il termine Gatto deriva dal Latino: tardo cat(t)um, di origine oscura.
ORIGINE
Il culto del gatto raggiunse il suo culmine nel 950 a.C. quando si arrivò a condannare alla pena capitale chiunque ne causasse, anche involontariamente, la morte.
Anche nell’antica Roma giunse questa magica creatura; l’imperatore ordinò ai soldati che avevano prestato servizio in Egitto di portare clandestinamente dei gatti in patria. Così a poco a poco questo animale raggiunse l’Europa tramite le navi mercantili che attraversavano il Mediterraneo.
Gli antichi Romani amavano lo spirito selvaggio e curioso di questo animale; si credeva che avesse poteri magici, concessi dalla dea Diana.
La diffusione del culto, anche nell’Impero Romano, della dea Bastet, poi identificata come la dea Iside, rafforzò nei romani il culto del gatto sacro. Tantoché nel primo secolo d.C. anche a Roma furono introdotte leggi severe per tutelare i gatti.
In ogni città, infatti, vi era un tempio dedicato alla dea Iside, detto Serapeum.
Nei templi di Iside i gatti giravano tranquillamente e la popolazione portava loro offerte di cibo. Presso Roma il gatto godette di rispetto e devozione, anche se non venne venerato come in Egitto.
Le cose cambiarono con l’avvento del Cristianesimo che vide in questa splendida creatura, qualcosa di oscuro, di demoniaco, di magico…
Nell’immaginario umano il gatto è sempre stato visto come magico; sarà per la sua anima solitaria, per quei suoi occhi colmi di misteri inespressi o per quei suoi lungi salti, quasi volasse.
Protagonista di leggende legate alla stregoneria e al mondo del male, spesso nate dall’ ignoranza dei tempi. Visto come la rincarnazione di Streghe o Spiriti maligni, venne preso di mira dalla Chiesa Cristiana.
Nel nono secolo, papa Gregorio richiese lo sterminio di qualsiasi gatto, in nome di Dio.
La morte di questa magica creatura veniva vista dalle tante superstizioni come di buon auspicio.
In seguito nel XV secolo, anche papa Innocenzo VIII dichiarò aperta la caccia alle streghe e a tutti coloro che si rapportassero con i gatti, venendo così accusati di stregoneria. Molte persone morirono, senza aver commesso alcun crimine.
I gatti rischiarono l’estinzione, ma vennero salvati dai contadini immuni da tali superstizioni cittadine; per loro i gatti erano animali utili alla caccia dei topi e altri parassiti, per cui ben accetti nelle loro case.
NELLA FANTASIA
Ritroviamo il gatto in diverse storie vi consiglio un racconto: I Gatti Di Ulthar Di H. P. Lovecraft scritto nel 1920 (lo trovate gratuitamente su amazon.it)
Il gatto è sempre stato un protagonista sia nelle favole, vedi “Il gatto con gli stivali”, che nei cartoni animati. È sempre stato un po’ raccontato come un animale un po’ sfortunato, (Gatto Silvestro) individualista, egocentrico, (Garfield) e un po’ tonto, (Tom) cosa davvero da sfatare: il gatto credo che sia l’animale che può meglio comprendere e aiutare un essere umano. Cosa che vale per qualsiasi altro animale, seppur a mio avviso il gatto ha quel qualcosa in più.
Avere un gatto in casa non è solo una gioia, una compagnia, ma una vera benedizione: esso ha poteri curativi e magici che mantengono l’ambiente circostante libero dalle negatività; il suo essere indipendente, ma nel contempo presente nella quotidianità dell’uomo, rende questo animale un amico, un confidente, un vero figlio in certi casi, tanto da divenir parte integrante di una famiglia, come membro di grande importanza nello svolgimento di una vita collettiva serena.
Ho sempre pensato al gatto come un essere alieno giunto tra noi a donare, con quel suo sguardo e silenzio, una grande energia fatta d’amore… Per questo concludo ricordando che anche Dio giunse da Terre lontane… e nel mio umile pensiero: un gatto tra le braccia lo aveva pure lui.
Monica Pasero








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